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PM10

Inviato: February 7th, 2011 | Autore: | Archiviato: Inquinamento | Tags: | Nessun Commento »

La sigla PM10 identifica materiale presente nell’atmosfera in forma di particelle microscopiche, il cui diametro aerodinamico è uguale o inferiore a 10 µm, ovvero 10 millesimi di millimetro.
È costituito da polvere, fumo, microgocce di sostanze liquide.
Le principali fonti di PM10 sono:
Sorgenti naturali: l’erosione del suolo, gli incendi boschivi, le eruzioni vulcaniche, la dispersione di pollini, il sale marino
Sorgenti legate all’attività dell’uomo: processi di combustione (tra cui quelli che avvengono nei motori a scoppio, negli impianti di riscaldamento, in molte attività industriali, negli inceneritori e nelle centrali termoelettriche), usura di pneumatici, freni ed asfalto
Inoltre, una parte rilevante del PM10 presente in atmosfera deriva dalla trasformazione in particelle liquide o solide di alcuni gas (composti dell’azoto e dello zolfo) emessi da attività umane. Il particolato che si forma in atmosfera prende il nome di particolato secondario, mentre quello che viene direttamente emesso in forma solida e/o liquida si definisce primario. Nelle aree urbane il traffico veicolare è una fonte importante di PM10. Secondo l’annuario ISPRA (Istituo Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) oltre il 38% delle stazioni di rilevamento registra superamenti dei limiti di qualità dell’aria per le PM10 – fonte: http://annuario.apat.it/annuarioDoc.php?lang=IT&idv=7&type=tem. Uno studio stima il contributo [1].
La nocività delle polveri sottili dipende dalle loro dimensioni e dalla loro capacità di raggiungere le diverse parti dell’apparato respiratorio:
oltre i 7 µm: cavità orale e nasale
fino a 7 µm: laringe
fino a 4,7 µm: trachea e bronchi primari
fino a 3,3 µm: bronchi secondari
fino a 2,1 µm: bronchi terminali
fino a 1,1 µm: alveoli polmonari
Dipende inoltre dalla loro natura chimica. In genere, le patologie legate all’inquinamento da polveri sottili sono riconosciute essere l’asma, le affezioni cardio-polmonari e la diminuzione delle funzionalità polmonari. La mortalità indotta dalle polveri sottili è oggetto di dibattito. L’OMS, sulla base di uno studio condotto nel 2000 in 8 città del mondo, stima che le polveri sottili siano responsabili dello 0,5% dei decessi registrati nell’anno.
I valori limite sono definiti in Italia dal Decreto Ministeriale 2 aprile 2002, n. 60; tale decreto fissa due limiti accettabile di PM10 in atmosfera:
Il primo è un valore limite di 50 µg/m³ come valore medio misurato nell’arco di 24 ore da non superare più di 35 volte/anno.
Il secondo come valore limite di 40 µg/m³ come media annuale


Conferenza sul Clima a Cancun

Inviato: December 7th, 2010 | Autore: | Archiviato: Clima | Nessun Commento »

Si è aperta la 16/a Conferenza Onu sulla lotta ai cambiamenti climatici (Cop16) che si chiude il 10 dicembre. In particolare la Cina vede la possibilità di una risoluzione in ambito Onu e si ipotizza, per Pechino, anche un sistema simile alle quote di emissione. Da parte degli Stati Uniti c’é la ferma volontà di mettere in atto il piano di riduzione delle emissioni già lanciato per Copenaghen (-17% al 2005 pari al 4% rispetto al ’90 che (l’anno di riferimento per il Protocollo di Kyoto che gli Usa, unico paese industrializzato, non hanno mai sottoscritto).

Oggi arriva anche il ministro italiano dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che nel programma degli interventi dei rappresentanti di Governo è prevista nella mattina del 9 dicembre.

http://unfccc.int


Il termovalorizzatore di Bolzano

Inviato: December 6th, 2010 | Autore: | Archiviato: Gestione dei rifiuti | Nessun Commento »

Un interessante video sul nuovo termovalorizzatore di Bolzano proposto dalla Provincia Autonoma di Bolzano -- Alto Adige, ripartizione infrastutture.

Link: http://www.provinz.bz.it/infrastrutture/progettazione/782.asp


I problemi del nostro pianeta

Inviato: April 1st, 2010 | Autore: | Archiviato: Ricerca | Tags: , , , | Nessun Commento »

In un recente articolo sul numero 500 di Le Scienze, edizione italiana di Scientific American, Jonathan Foley, direttore del’Institute of Envinronment dell’Università del Minnesota, ha presentato una serie di limiti che l’uomo dovrebbe darsi per consentire al nostro pianeta e all’umanità uno sviluppo sostenibile.
Vediamo in breve i problemi del nostro pianeta e quali limiti dobbiamo porci.

Cambiamento Climatico
L’uso di combustibili fossili, in primis i dericati del petrolio, libera anidride carbonica (CO2) nell’atmosfera ed altera i sistemi climatici. Attualmente la concentrazione della sola CO2 nell’atmosfera è di 387 parti per milione (ppm), mentre Foley pone il limite dell’anidride carbonica equivalente, cioè la concentrazione di tutti i gas serra combinati a 350 ppm.

Acidificazione degli Oceani
L’elevata concentrazione di CO2 nell’aria porta ad un innalzamento della CO2 che si dissolve nei mari sotto forma di acido carbonico e rende le acque superficiali più acide. Con un pH a 8,2 i mari sono naturalmente basici, ma i dati mostrano una diminuzine di tale valore.
L’aumento dell’acidità degli oceani può avere effetti devastanti per gli ecosistemi marini e le catene alimentari di pesci e cetacei.

Perdità di Biodiversità
Lo sviluppo umano, il continuo disboscamento, l’estensione dei territori abitati o coltivati, sta causando una delle maggiori estinzioni della storia del nostro pianeta. Il tasso di scomparsa delle specie viventi e da 100 a 1000 volte superiore ai tassi naturali che si possono riscontrare ossservando i reperti geologici.

Inquinamento da Azoto e Fosforo
L’utilizzo esteso di fertilizzanti ha sconvolto la chimica del nostro pianeta. I flussi di fosforo (9 milioni di tonnellate l’anno) e azoto (121 milioni di tonnellate l’anno) sono raddoppiati.
Entrambe le sostanze degradano fiumi, laghi e regioni marine costiere, e portano zone morte con bassi livelli di ossigeno.

Consumo di acqua dolce
Ogni anno l’uomo preleva 2600 chilometri cubi di acqua dolce da fiumi, laghi e falde acquifere per irrigazione (70 per cento), industria (20 per cento) ed uso domestico (10 per cento).
Dobbiamo migliorare l’efficienza dell’uso dell’acqua, anche in previsione di costante aumento della richiesta, dovuta all’aumento della popolazione umana.

Link: www.stockholmresilience.org/planetary-boundaries
www.lescienze.it


Gaia, un solo pianeta

Inviato: December 2nd, 2008 | Autore: | Archiviato: Biblioteca | Nessun Commento »

“La storia fisica del nostro pianeta, all’inizio di questo terzo millennio, è all’attenzione di tutti come mai in altri momenti forse anche perché intimamente legata a importanti questioni sociali e politiche. (…) Una parte dell’opinione pubblica ha già sviluppato piena consapevolezza circa i fragili equilibri naturali che è necessario tutelare e mostra grande interesse sul possibile contributo singolo a salvaguardia del pianeta. A questi aspetti tuttavia se ne aggiungono altri, in un certo senso speculari, per cui estreme situazioni ambientali a loro volta determinano impatti sociali significativi sulle popolazioni. (…)”. Mario Tozzi presenta e cura questa approfondita riflessione su temi ambientali e su quelli sociali ad essi correlati: dalla disponibilità d’acqua all’emergenza climatica, dallo sfruttamento delle risorse energetiche ai conflitti che possono derivarne, un’interessante prospettiva che illustra i rapporti reciproci tra uomo e ambiente.

Link: De AgostiniHoepli