eGazette

Notizie | Meteo | Annunci | Elenco | TV | Translate | Community | Mondo


I problemi del nostro pianeta

In un recente articolo sul numero 500 di Le Scienze, edizione italiana di Scientific American, Jonathan Foley, direttore del’Institute of Envinronment dell’Università del Minnesota, ha presentato una serie di limiti che l’uomo dovrebbe darsi per consentire al nostro pianeta e all’umanità uno sviluppo sostenibile.
Vediamo in breve i problemi del nostro pianeta e quali limiti dobbiamo porci.

Cambiamento Climatico
L’uso di combustibili fossili, in primis i dericati del petrolio, libera anidride carbonica (CO2) nell’atmosfera ed altera i sistemi climatici. Attualmente la concentrazione della sola CO2 nell’atmosfera è di 387 parti per milione (ppm), mentre Foley pone il limite dell’anidride carbonica equivalente, cioè la concentrazione di tutti i gas serra combinati a 350 ppm.

Acidificazione degli Oceani
L’elevata concentrazione di CO2 nell’aria porta ad un innalzamento della CO2 che si dissolve nei mari sotto forma di acido carbonico e rende le acque superficiali più acide. Con un pH a 8,2 i mari sono naturalmente basici, ma i dati mostrano una diminuzine di tale valore.
L’aumento dell’acidità degli oceani può avere effetti devastanti per gli ecosistemi marini e le catene alimentari di pesci e cetacei.

Perdità di Biodiversità
Lo sviluppo umano, il continuo disboscamento, l’estensione dei territori abitati o coltivati, sta causando una delle maggiori estinzioni della storia del nostro pianeta. Il tasso di scomparsa delle specie viventi e da 100 a 1000 volte superiore ai tassi naturali che si possono riscontrare ossservando i reperti geologici.

Inquinamento da Azoto e Fosforo
L’utilizzo esteso di fertilizzanti ha sconvolto la chimica del nostro pianeta. I flussi di fosforo (9 milioni di tonnellate l’anno) e azoto (121 milioni di tonnellate l’anno) sono raddoppiati.
Entrambe le sostanze degradano fiumi, laghi e regioni marine costiere, e portano zone morte con bassi livelli di ossigeno.

Consumo di acqua dolce
Ogni anno l’uomo preleva 2600 chilometri cubi di acqua dolce da fiumi, laghi e falde acquifere per irrigazione (70 per cento), industria (20 per cento) ed uso domestico (10 per cento).
Dobbiamo migliorare l’efficienza dell’uso dell’acqua, anche in previsione di costante aumento della richiesta, dovuta all’aumento della popolazione umana.

Link: www.stockholmresilience.org/planetary-boundaries
www.lescienze.it

Gaia, un solo pianeta

“La storia fisica del nostro pianeta, all’inizio di questo terzo millennio, è all’attenzione di tutti come mai in altri momenti forse anche perché intimamente legata a importanti questioni sociali e politiche. (…) Una parte dell’opinione pubblica ha già sviluppato piena consapevolezza circa i fragili equilibri naturali che è necessario tutelare e mostra grande interesse sul possibile contributo singolo a salvaguardia del pianeta. A questi aspetti tuttavia se ne aggiungono altri, in un certo senso speculari, per cui estreme situazioni ambientali a loro volta determinano impatti sociali significativi sulle popolazioni. (…)”. Mario Tozzi presenta e cura questa approfondita riflessione su temi ambientali e su quelli sociali ad essi correlati: dalla disponibilità d’acqua all’emergenza climatica, dallo sfruttamento delle risorse energetiche ai conflitti che possono derivarne, un’interessante prospettiva che illustra i rapporti reciproci tra uomo e ambiente.

Link: De AgostiniHoepli